Agricoltura

PARCO SUD

“GIU’ LE MANI DAL PARCO SUD”

“La Regione vuole prendere il controllo del Parco Agricolo Sud Milano sottraendolo di fatto alla Città Metropolitana e all’Ente di gestione – attraverso la presentazione di un progetto di legge nato solo come poltronificio

“I 47 mila ettari del Parco Agricolo Sud Milano sono una risorsa verde unica per il territorio metropolitano milanese e il blitz della Regione sembra rispondere a logiche di accentramento che non condividiamo in alcun modo – Per questo motivo chiedo una serie di audizioni in Commissione VIII con tutti i soggetti coinvolti affinché Regione possa sentire direttamente da chi è dentro il Parco Sud cosa significhi questo intervento e le conseguenze che ne deriverebber

Ostruzionismo e dibattito non contingentato sono l’unico strumento per impedire che venga di fatto commissariato uno dei più importanti parchi regionali della Lombardia, il terzo per grandezza dopo quello dell’Adamello e della Valle del Ticino – continua – che misura 47mila ettari di cui 37mila di superficie agricola e che tutela le aree agricole e forestali di 60 Comuni del sud Milano, esclusi fin da subito dal processo decisionale come tutte le associazioni e le rappresentanze dei territori interessati.

La lettera di contestazione dei quaranta sindaci (sui 60 dei comuni che insistono sul territorio del Parco Sud) è stata completamente ignorata.

La Regione mantiene due membri designati nel consiglio di gestione, unico caso tra i parchi lombardi.

Il direttore del parco sarà nominato dalla Giunta: anche questo un “unicum”, visto che la legge regionale che disciplina la gestione dei parchi prevede la nomina a cura del Presidente del Parco, non dell’amministrazione regionale.

Abbiamo chiesto anche che fosse offerta almeno ai dipendenti del parco la possiblità di scegliere se rimanere o accettare lo spostamento al nuovo ente: bocciata anche questa proposta.

Un’ulteriore riprova che l’unico obiettivo della Regione non è quello di mettere in pratica una miglior tutela del Parco Agricolo Sud Milano ma soltanto introdurre un nuovo modello di controllo amministrativo in cui Palazzo Lombardia entrerebbe con una ingerenza nella gestione ordinaria che non ha precedenti negli altri parchi regionali.

Dopo le audizioni dello scorso Giugno, una petizione on line che aveva raccolto rapidamente quasi 4mila firme e la sottoscrizione da parte di una quarantina di sindaci del territorio di una lettera che chiedeva al Presidente Fontana di attivarsi presso i proponenti per il ritiro del progetto di legge e di istituire un tavolo di confronto allargato a tutti gli enti e gli operatori interessati, il PdL sembrava aver subito uno stop temporaneo che aveva fatto sperare in un possibile ripensamento. Così evidentemente non è e dunque siamo pronti a tornare, come si dice, “sulle barricate” – conclude ELISABETTA STRADA.

Mio Intervento in commissione

SICCITA

Uscire dalla solita logica emergenziale e affrontare i cambiamenti climatici in atto che solo quest’anno, secondo le stime di Coldiretti, potrebbero ammontare a 6 miliardi di euro con il 10% della produzione agricola nazionale andato perduto. In Lombardia la siccità estiva è stata la peggiore dell’ultimo mezzo secolo con le precipitazioni del semestre gennaio-giugno 2022 al di sotto dei minimi storici di sempre Per questo motivo ho presentato in Commissione Agricoltura un percorso di interventi

Una proposta di risoluzione che stiamo discutendo – assieme a quelle presentate da Pd e FdI – dal gruppo di lavoro appositamente costituito e che dovrà definire un testo congiunto”.

“Occorre un piano a medio-lungo termine di opere e misure da realizzare sul territorio regionale – continua – e per questo il primo punto della risoluzione propone di istituire un tavolo tecnico di esperti che individui le aree più idonee agli interventi in base alle caratteristiche del territorio, alle specificità del suolo e del sottosuolo e al livello di fragilità delle rispettive aree”.

“Non solo, si devono valutare le possibili opportunità offerte da: una rete di nuovi bacini e invasi per l’accumulo e lo stoccaggio di acqua piovana; il potenziamento del riuso delle acque reflue e di risparmio idrico nei cicli industriali; studi di fattibilità sul riutilizzo irriguo delle acque reflue urbane; applicazione di progetti sperimentali e innovative modalità di gestione delle riserve idriche, a partire da quelle dei laghi regolati e della falda, per aumentare la possibilità di sopperire ai fabbisogni idrici in situazioni di scarsità di acqua.”

“Nella risoluzione proponiamo inoltre di strutturare e potenziare un ufficio regionale presso la DG Agricoltura che si occupi di bonifica e irrigazione e operi in stretta sinergia con il tavolo tecnico di esperti – – e di approvare in tempi rapidi il piano regionale di bonifica e irrigazione ancora in fase di elaborazione, aggiornandolo in considerazione dei drammatici eventi del 2022.”

“Si deve poi procedere con strumenti straordinari soggetti ad incentivazione per la ricarica della falda anche nella prossima stagione invernale, per evitare ripercussioni sulla futura stagione irrigua.”

“Infine, bisogna promuovere momenti di confronto e di studio delle best practice promosse da altri Paesi come ad esempio Israele e California, che hanno saputo trasformare in opportunità i limiti di territori aridi e con scarse riserve di acqua, e individuare con le Università lombarde modalità che consentano il distaccamento di ricercatori che producano analisi, facciano previsioni ed elaborino proposte in questo ambito.”

“Ringrazio il Presidente della Commissione Agricoltura, Ruggero Invernizzi, per l’attenzione che ha dedicato al tema e alle mie sollecitazioni e auspico che il gruppo di lavoro prenda in seria considerazione tutte queste proposte al fine di poter portare all’attenzione dell’aula consiliare una risoluzione implementata con atti lungimiranti – conclude.”

Ho organizzato un convegno per riflettere sulle best practice di altri paesi , quali l’esperienza dell’università Ben Gurion , che hanno creato i sistemi di irrigazione nel deserto del Negev

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