Emergenza idrica

SEMPRE PIU’ GRAVE L’EMERGENZA IDRICA IN AGRICOLTURA: DOMANI LE PRIME AUDIZIONI IN REGIONE

Gli ultimi dati di ARPA Lombardia confermano la grandissima sofferenza idrica della regione. Dobbiamo uscire dall’approccio emergenziale e cominciare a ragionare su interventi strutturali di prevenzione nel medio e lungo periodo. Così ho presentato una interrogazione in aula e ho richiesto una serie di audizioni in Commissione VIII , Agricoltura, per affrontare seriamente questo problema .

Mancano 1.3 miliardi di metri cubi d’acqua nei tre grandi serbatoi lombardi delle acque superficiali: la neve in montagna, i grandi laghi regolati e gli invasi degli sbarramenti idroelettrici in alta quota, che in questo periodo dell’anno dovrebbero contenerne in media il doppio, circa 2.6 miliardi

La situazione allo scorso 15 maggio monitorata da ARPA Lombardia dipinge un quadro siccitoso ancora più critico, visto che le precipitazioni attese nella prima metà del mese si sono rivelate molto più lievi del previsto. Nonostante gli sforzi dei consorzi regolatori dei laghi si stima che il volume d’acqua disponibile per l’irrigazione sia di 662 milioni di metri cubi, sceso di oltre il 34% rispetto alla media degli anni precedenti. Questo nonostante il nostro resti un paese sostanzialmente piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua annui.

Ho chiesto quindi a gran voce alla Regione di istituire un tavolo strategico programmatico

Interrogazione presentata https://mega.nz/file/KPoAGYQQ#uloCWph_VOTZk3fhoSwRgobMNOkw-p-S4qbWozgwh0E

14 giugno 2022 riporto in aula il tema dell’emergenza siccità. Ormai sta diventando un dramma la situazione. Riproponiamo in quesito , dopo aver chiesto una serie di audizioni, tra le quali anche una audizione con i principali concessionari delle grandi derivazioni idroelettriche per condividere strategie e programmi che devono vedere quali principali protagonisti gli agricoltori, il mondo ambientale e ovviamente anche l’idroelettrica, bisogna intervenire subito con interventi straordinari e urgenti, oltre a dichiarare e applicare subito stato di emergenza. Dieci giorni per le deroghe del deflusso minimo vitale sono troppi, ormai non c’è più tempo e i nostri coltivatori stanno per gettare la spugna, domani scadono, inoltre, i termini per le quote che le aziende agricole devono ai consorzi e le coltivazioni sono già compromesse. La Regione deve essere più tempestiva, bisogna cercare di salvare il salvabile e non arrendersi, sperando nella pioggia. Non è ammissibile. Qui la mia interrogazione https://mega.nz/file/DG5SVaxZ#9eZ8mZthvNO-Er3DB4REnSkTsqn3yuvEHl5fWhUe0ag, ma la risposta in aula ancora non soddisfacente e non ad ampio spettro.

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